Versailles... un inferno di lusso

Pubblicato il da Veronica Goretti

Il palazzo più fiabesco d'Europa non era affatto un paradiso di delizie ma un luogo pericoloso, sporco e maleodorante, fatto costruire da Luigi XIV, il Re Sole, affinché il mondo potesse ammirare l'incarnazione della sua gloria e del suo potere, il palazzo è, nell'immaginario comune, sinonimo dello sfarzo più esasperato, del cerimoniale più sontuoso, delle feste più scintillanti. Eppure...

Al turista moderno Versailles appare come una teoria fastosa di sale con pavimenti tirati a lucido, vetrate immense che lasciano intravedere ampi spazi del parco e gli ori rilucenti che moltiplicano le luci dei lampadari, ma è bene ricordare che non è sempre stato così. Se nei decenni successivi la sua costruzione fu davvero un palazzo magnifico, anche per la raffinatezza degli arredi in argento massiccio, in quelli che coincisero con la tetra vecchiaia di Luigi XIV e con i regni dei due sovrani che lo seguirono, il lascivo Luigi XV e lo sciatto Luigi XVI, il palazzo subì un inarrestabile declino.

Innanzitutto è bene ricordare che la reggia, per volere dello stesso Re Sole, che l'aveva progettata come testimonianza tangibile della sua potenza, non era un ambiente protetto ed esclusivo: potevano accedervi tutti, dal ciabattino al principe, a patto che sfoggiassero il copricapo e lo spallino d'ordinanza, che si potevano affittare all'ingresso.

Per gli infiniti corridoi così come nella grande Galleria degli Specchi, sostavano ammassati per giorni coloro che arrivavano a palazzo da ogni angolo del regno in attesa di un'udienza del re, di un ministro o di un semplice funzionario. Abbandonare il posto significava perdere la precedenza o l'occasione per farsi notare al passaggio causale di un potente: capitava dunque che per i corridoi si formassero veri e propri accampamenti di persone costrette a mangiare, dormire ed espletare i propri bisogni in loco.

Scrive Arthur Young: “Era divertente vedere le teste di vagabondi che passeggiavano, senza alcuna sorveglianza, nel palazzo o addirittura nella camera da letto del re, uomini i cui cenci dimostravano che erano ridotti all'infimo grado dell'indigenza, ero la sola persona a chiedersi con stupore come diavolo potessero trovarsi lì”.

I corridoi della paura. I nobili che abitavano a palazzo erano così costretti a farsi scortare da accompagnatori o grossi cani da guardia per evitare di farsi derubare. Il parco, così magnifico di giorno, di notte accoglieva ladroni e briganti pronti ad assaltare le carrozze di passaggio, delinquenza e sporcizia regnavano ovunque.

Particolare Interno del PalazzoVeduta del Palazzo
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simonascatuzzi67@gmail.com 07/16/2019 06:19

Che decoro sinistro