Impariamo il delfinese
Parleremo presto con delfini usando la loro lingua: la stiamo traducendo. Per quest'estate dovremo accontentarci di vederli nuotare lungo le scie dei traghetti. Presto, però, tra noi e i delfini potrebbe instaurasi una forma di comunicazione articolata.
Al Georgia Institute of Tecnology di Atlanta ( USA), hanno sviluppato un software che in futuro potrebbe permettere a uomini e delfini di dialogare utilizzando il linguaggio naturale dei cetacei.
Il traduttore simultaneo si chiama Chat (“ Cetacean hearing and telemetry" ma “to chat significa anche “chiacchierare”), è composto da un piccolo computer protetto da un involucro a tenuta stagna e da due idrofoni, microfoni acquatici capaci di captare l'intera gamma dei suoni emessi dai delfini , che possono raggiungere frequenze di 200 Kilohertz, 10 volte superiori a quelle percepibili dall'uomo.
Conversazioni subacquee.
Un ricercatore si immergerà tra i cetacei con un computer legato al petto, una periferica portatile per selezionare i suoni e una maschera munita di led luminosi che si accenderanno per indicare la provenienza dei singoli versi (in modo da identificare l'esemplare che ha “parlato”). Il sub farà ascoltare ai delfini otto suoni creati in laboratorio, corrispondenti ad azioni come “gioca con un alga” o “segui la scia della barca”, e attenderà che gli animali li imitino. A quel punto il software registrerà quei versi e li analizzerà per capirne le unità di base ( esempio : fischi o clic ripetuti ), che saranno quindi utilizzate per creare suoni sintetici simili a quelli naturalmente emessi dai delfini e più appetibili per i cetacei rispetto a parole e simboli umani. Associando i nuovi suoni a determinate azioni potrebbe aprirsi una via privilegiata di comunicazione.
A ciascuno il proprio suono.
Per comunicare tra loro, i tursiopi, i delfini più studiati e diffusi nei delfinari, utilizzano tre tipi di di suoni: i click ad alta frequenza (100 – 160 kHz), usati per individuare prede e ostacoli; il burst pulse sound emessi all'interno di una vasta gamma di frequenze ( 200 Hz -16 kHz ) simili al cigolio di una porta, usati sia per l'esplorazione acquatica, sia per gli scambi comunicativi; whistle, o fischi di frequenza compresa tra 5 e 30 KhZ, tipici della comunicazione verbale.

