L'Accademia Musicale Chigiana, storia

Pubblicato il da Veronica Goretti

Fra le istituzioni musicali italiane l'Accademia Chigiana, per le sue stesse origini e per quel che ha rappresentato e rappresenta, ha una fisionomia e un'importanza così singolare da esser pressoché imparagonabile.

Quel che colpisce, scorrendo la storia di questa istituzione, non è soltanto la realtà di quel “Gotha” che ha frequentato e frequenta le sale di Palazzo Chigi, quanto piuttosto la singolarità della sua nascita e del suo perdurante rigoglio. L'Accademia venne fondata nel 1932 dal conte Guido Chigi Saracini. Gran signore, innamorato della musica, a volte perfino stravagante nei suoi giudizi, ebbe il merito di intuire nell'”Italietta del primo Novecento” che il mondo dell'opera non era tutta la musica, ma soltanto una parte gloriosa di essa.

L'Accademia Chigiana, dapprima indicata come “Master School of Music”, era frequentata, in quel primo anno, soltanto da 22 iscritti (13 americani, 8 italiani e 1 tedesco). I maestri erano tutti famosi: Fernando Germani per l'organo, Claude Gonvierre (e poi Casella) per il pianoforte, Giulia Varesi Boccabadati per il canto, Ada Sassoli Ruata per l'arpa, Arrigo Serato per il violino, Arturo Bonucci per il violoncello e Vito Frazzi per la composizione.

Da allora la crescita degli allievi, l'ampliamento del numero dei corsi di perfezionamento, lo scambio incessante fra le vecchie e le nuove generazioni di allievi diventati maestri e custodi delle preziose eredità dell'Accademia hanno fatto sì che le aule di Palazzo Chigi abbiano accolto il meglio della musica internazionale. Certo, quel che soprattutto sorprende, scorrendo i programmi dei saggi di classe chigiani, è che fra gli allievi della Chigiana, limitandosi ai corsi di direzione d'orchestra e di violino, si trovino nomi anche come quelli di Giulini e di Mehta, di Barenboim e di Abbado, di Inbal e di Chailly, di Accardo e di Ughi, come di tanti altri diventati famosi.

Interno del palazzo dell'Accademia musicale
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