Il Testo più antico dell'Occidente.
La più antica testimonianza scritta di una civiltà occidentale è una scartoffia burocratica finita tra i rifiuti. Si tratta di un frammento di tavoletta di fango risalente a 3500 anni fa, scoperto dall'archeologo Michael Cosmopoulos, della University of Missouri- St. Louis, tra gli scavi di Iklaina ( vicino all'odierna Pilos), cittadina micenea del Peloponneso fiorita tra il 1500 e il 1100 a.C., che intorno al 1400 a. C. sarebbe stata conquistata da Nestore, il mitico re di Pilo.
L'archeologo greco ha scoperto tracce di un palazzo miceneo, con mura monumentali, dipinti murali e un sofisticato sistema di drenaggio delle acque con tubi in argilla. Ma la scoperta più sorprendente è stata la tavoletta, antica più di un secolo delle precedenti testimonianze scritte ritrovate nell'area. Il frammento misura 2,5 centimetri per 4 e risale al 1450-1350 a.C. Si tratta di un documento contabile, una traccia della perizia amministrativa ed economica che si sviluppò grazie alla scrittura e che rese fiorente la civiltà micenea. I caratteri dell'antico alfabeto greco in Lineare B compongono su un lato del frammento un verbo che ha a che fare con la produzione e sull'altro lato una serie di numeri e di nomi. La Lineare B era una forma di scrittura arcaica utilizzata dai micenei (XV-XIII secolo a.C.). Così chiamata perché derivante dalla Lineare A usata a Creta in epoca minoica (XVII-XV secolo a.C.). La Lineare B era scritta da sinistra verso destra e contava 257 segni: 87 avevano valore fonetico; gli altri erano ideogrammi con valore semantico. L'archeologo britannico Arthur Evans, che nel 1900 trovò a Creta le prime tavolette in Lineare B, osservò che la maggioranza delle iscrizioni conteneva elenchi o documenti contabili e che vi era uno stretto rapporto tra scrittura e sviluppo economico.
