Museo dell'Opera del Duomo

Pubblicato il da Veronica Goretti

Città di enorme interesse culturale, definita la culla del Rinascimento, parliamo di Firenze con i suoi immensi capolavori artistici e culturali.

Museo dell'Opera del Duomo

L'apertura di questo museo risale alla fine del secolo scorso quando fu deciso di riunire qui opere d'arte, in prevalenza sculture, provenienti dalla cattedrale, dal campanile e dal battistero. Dal campanile provengono le formelle esagonali con storie di vita dell'Uomo Andrea Pisano e Luca della Robbia e le sedici statue di profeti che si trovano nelle nicchie. Tra queste citiamo l'Abacuc e Geremia scolpiti con spregiudicato verismo da Donatello nel 1436.

Dal battistero, oltre all'altare in argento, troviamo la Maddalena sempre di Donatello e qui portata dopo laboriosi restauri per i danni causati dall'alluvione provocata nel 1966 e, inoltre, le prime formelle della Porta del Paradiso già restaurate.

Infine dalla cattedrale, tra le opere, provengono le due Cantorie di Donatello e Luca della Robbia e la Pietà di Michelangelo. Le due cantorie, sono contemporanee e furono realizzate tra il 1431 ed il 1439. Messe a confronto esprimono due diverse interpretazioni dell'ideale classico; più puro e misurato è lo stile di Luca le cui figure si muovono rallentate in una melodia unica nel suo stile.

Il Campanile

Il progetto del campanile si deve a Giotto il quale iniziò i lavori nel 1334 e ne concluse la costruzione nel 1337 anno della sua morte. Andrea Pisano e Francesco Talenti poi continuarono l'opera, ma ne modificarono il progetto originale terminando la costruzione con una terrazza orizzontale anziché la prevista cuspide. Coperto da marmi policromi il campanile (89 metri) fu terminato nel 1359.

La Pietà Michelangelo aveva quasi ottanta anni quando per la terza volta affrontò il soggetto della deposizione. Questa pietà doveva essere il suo monumento funebre e l'artista vi scolpì l'autoritratto della figura incappucciata di Nicodemo. Sulla destra c'è la Vergine il cui volto sembra quasi cancellato dal dolore; nel centro l'abbandono più completo del corpo di Cristo a stento sostenuto dalla madre e da Nicodemo, una figura che fu scolpita in un secondo tempo da Tiberio Calcagni dopo che Michelangelo, insoddisfatto della qualità del marmo, aveva cercato di distruggere l'opera lasciandola incompleta.

La Badia FiorentinaVolto di Michelangelo nella sua Pietà
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