L'evoluzione dei primati.
La maggior parte delle persone è interessata a conoscere le proprie origini. Per molti di noi ciò significa tentare di scoprire i diretti antenati dei nostri nonni.
Esaminiamo quelle che possiamo considerare come nostre “radici profonde” tracciando le origini dell'uomo, Homo sapiens, riandando indietro di 50 milioni di anni fino ai primi primati. Dodici anni dopo aver scritto L'Origine della specie, Darwin pubblicò un altro libro controverso L'origine dell'uomo dedicato all'evoluzione della specie umana. In esso Darwin ipotizzava che uomini e scimmie condividessero un antenato comune. Per circa un secolo dopo la pubblicazione dell'Origine dell'uomo di Darwin, reperti fossili di antenati dell'uomo erano scarsi e frammentari. Comunque, ricerche condotte nelle ultime quattro o cinque decadi, specialmente in Africa Orientale, ci hanno fornito una qualche risposta alla domanda: “da dove proveniamo?”. Prove fossili hanno condotto i paleoantropologi, scienziati che studiano l'evoluzione dell'uomo, a considerare non solamente la struttura ma anche le abitudini dei primi uomini. Gli uomini e gli altri primati sono mammiferi, membri della classe Mammalia. I mammiferi sono animali endotermici, usano l'energia del metabolismo per mantenere costante la temperatura corporea, hanno il corpo ricoperto da peli e nutrono la loro prole con latte prodotto dalle ghiandole mammarie. La maggior parte dei mammiferi è vivipara, questo vuol dire che le uova si sviluppano in giovane prole all'interno del corpo della madre. I mammiferi si sono evoluti dai rettili approssimativamente 240 milioni di anni fa durante l'era Mesozoica. Essi in quel tempo avevano una importanza secondaria, era “l'età dei rettili”, ed i rettili, compresi i dinosauri erano gli animali dominanti ed occupavano quasi tutti gli habitat vivibili della terra. Durante l'era Mesozoica esistevano tre principali linee di mammiferi: i multitubercolati, che possono aver dato origine ai monotremi (mammiferi che depongono le uova) come l'ornitorinco; i marsupiali, che erano gli antenati dei canguri e degli opossum di oggi; piccoli mammiferi placentati, come il toporagno che mangiavano insetti e vivevano di notte sugli alberi. I placentati possiedono un organo di scambio, tra feto in sviluppo e madre, che si chiama placenta. Questi mammiferi rimasero una componente minore delle forme vitali sulla Terra per circa 150 milioni di anni.
