Quel ponte verso l'Italia.

Pubblicato il da Veronica Goretti

Il monastero di Bobbio, nell'alta valle della Trebbia, nell'Appennino Piacentino, venne fondato nel 613 dall'irlandese Colombano con il decisivo appoggio del re longobardo Agilulfo. Una generazione dopo Bobbio era il più importante monastero del regno longobardo e rimase il più importante cenobio dell'Italia settentrionale anche sotto i Carolingi.

La rapidità con cui si affermò il suo prestigio è straordinaria, un dato per molti aspetti coerente con l'eccezionale personalità dell'abate suo fondatore. Scegliendo di rivolgersi direttamente ad Agilulfo, Colombano agì secondo un modo di procedere già sperimentato in Borgogna. L'appartenenza religiosa di Agilulfo non è del tutto chiara: è possibile che avesse abbandonato l'arianesimo (dottrina ereticale promossa ad Alessandria dal prete Ario, tra il 318 e il 323, il quale affermò che Cristo non partecipa della sostanza divina ed eterna del Padre, ma è creatura, uomo, sia pure eletto da Dio a svolgere un compito straordinario e unico nell'economia della creazione, n.d.r.) per abbracciare il cattolicesimo romano, forse per calcolo forse grazie all'influenza della moglie Teodolinda, una cattolica bavara. Resta il fatto che, nel giro di pochi mesi, egli rispose positivamente alla richiesta di Colombano di un luogo in cui ritirarsi e gli garantì la basilica di S. Pietro, alla confluenza dell'impetuoso torrente Bobbio nella più tranquilla Trebbia. Il biografo Giona racconta che il vecchio abate partecipò personalmente ai lavori di ristrutturazione dell'abbazia e riferisce che Dio operò vari miracoli tra i compagni di Colombano mentre erano impegnati nel restauro della loro chiesa, dimostrando così di approvare la scelta del luogo. La formazione monastica di Colombano si era svolta interamente in Irlanda, a Bangor, sotto la guida dell'abate Comgall (morto nel 603). Non esistono documenti contemporanei sugli ideali che ispiravano la comunità di Bangor, né, d'altro canto, ci sono indizi di un'insoddisfazione di Colombano riguardo alle pratiche ivi vigenti. La sua decisione di lasciare l'Irlanda va dunque essenzialmente ricondotta alla volontà di seguire il modello ascetico della peregrinatio, l'esilio volontario nel nome di Cristo intrapreso da tanti monaci insulari dell'alto medioevo.

Monastero di Bobbio
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